Uda sul testo poetico articolata in tre unita (I anno scuole tecniche-professionali)
February 23rd, 2007TESTO POETICO la seguente unità didattica sul testo poetico può essere inserita in un modulo su “I generi letterariâ€, articolato in 3 unità didattiche: poe-sia, prosa e teatro. La finalità generale del modulo è avvicinare i ragazzi alla lettura attraverso vari tipi di testo.
Destinatari: primo anno di un Istituto Tecnico
Motivazione e finalità : ritengo che nel biennio, come previsto dalla normativa vigente, sia importante e ne-cessario avvicinare i ragazzi alla lettura, affinché pos-sano acquisire l’abitudine alla lettura come mezzo insostituibile per accedere ai più vasti campi del sape-re, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per la maturazione delle capacità di riflessione e per la maggiore partecipazione alla realtà sociale. Il testo poetico è particolarmente adatto a suscitare l’interesse dei ragazzi perché esprime i contenuti più diversi ma soprattutto emozioni, stati d’animo e sentimenti sem-pre attuali. Finalità dell’unità è affrontare la lettura del testo poetico offrendo all’alunno gli elementi indi-spensabili per la sua decodificazione, sia sul piano del significante che sul piano del significato.
Prerequisiti  I ragazzi devono: -Conoscere le princi-pali funzioni della lingua; -saper riconoscere la diffe-renza tra prosa e poesia; -saper comprendere un testo; -saper esporre il contenuto di un testo in modo chiaro e completo sia in forma orale che scritta.
Obiettivi: SAPER ESSERE: - esprimere giudizi mo-tivati - intervenire con pertinenza nelle discussioni - rispettare il punto di vista degli altri - sviluppare la capacità di lavorare con gli altri; SAPERE: - conosce-re gli elementi costitutivi del linguaggio poetico - co-noscere le nozioni teoriche necessarie per un approc-cio graduale alla lettura dei testi (la forma e il suono della poesia, la parola poetica, i principali tipi di verso della lirica italiana, i principali schemi di rima, la strofa); SAPER FARE: - operare con le nozioni appre-se - scrivere una parafrasi e un commento - saper ana-lizzare un testo poetico.
Contenuti: La poesia probabilmente è nata con l’uomo stesso, connaturata alla sua capacità di sentire. Per lungo tempo essa rimane solo orale e solo con la nascita della scrittura trova una sua sistemazione defi-nitiva. Nel mondo greco la storia della poesia comin-cia con l’epica antica. Segue la grande stagione della lirica monodica, cantata ad una sola voce, e corale, eseguita con l’accompagnamento del coro. Destinata ad esprimere in modo soggettivo gli affetti e i senti-menti del poeta, la lirica greca è sempre accompagnata dal canto e conserva un legame strettissimo con la musica. Il termine poesia nasce dal termine greco poiein che significa fare, creare. Nell’antichità la poe-sia era considerata una creazione, quasi un imitazione della creazione divina del mondo. Verso la fine del V sec. a. C. in Grecia si cerca di definire il concetto di genere letterario: sembra che Platone sia stato il primo a tentare una classificazione distinguendo il genere drammatico (tragedia commedia), quello lirico - in cui il poeta interviene direttamente esprimendo affetti, emozioni e passioni - ed uno misto (epica). Dalla Gre-cia i diversi generi passano dalla cultura latina e poi a quella italiana. Il testo poetico può essere accostato a diversi livelli: la prima lettura consente di ricavare il senso immediato, mentre l’analisi più approfondita permette di cogliere il significato più profondo (piano del significato. Possiamo definire denotativo il primo livello di lettura, connotativo il secondo. La poesia è un testo polisemico che consente letture sempre nuo-ve. Analizzando il piano del significante, ossia la for-ma, occorre considerare i seguenti elementi: ritmo, verso, rima e strofe. Il ritmo è la cadenza armonica data dal succedersi di sillabe atone e toniche e dalla presenza di cesure. Il verso è un elemento essenziale del linguaggio poetico. E’ formato da un certo numero di sillabe e caratterizzato da un’alternanza di sillabe accentate e sillabe atone e contiene una pausa princi-pale alla fine ed una o più pause interne. In base al numero delle sillabe distinguiamo versi parisillabi (binari, quaternari, senari, ottonari, decasillabi) e versi imparisillabi (ternari, quinari, settenari, novenari en-decasillabi). Vi sono poi i versi doppi (doppiquinari, doppisenari, doppisettenari, doppiottonari). Nel calco-lo del numero delle sillabe possono intervenire le figu-re metriche (sineresi, sinalefe, dieresi, dialefe). Poiché in poesia la parola non è usata solo nel suo valore de-notativo, il poeta sente l’esigenza di potenziare l’efficacia delle immagini e di ravvivare il linguaggio per renderlo più espressivo: ricorre alle figure retori-che. Generalmente le figure retoriche vengono distinte in tre categorie: fonetiche, di significato e di ordine. Quelle fonetiche contribuiscono a produrre effetti di musicalità e sono: allitterazione (ripetizione di suoni o sillabe simili all’inizio o all’interno della parola); as-sonanza (somiglianza di suono tra le ultime sillabe di due parole in cui sono uguali le vocali, ma diverse e le consonanti); consonanza (quando le parole hanno le consonanti finali uguali, ma diverse le vocali); onoma-topea (parole che imitano un suono o un rumore); pa-ronomasia (accostamento di due parole di suono ugua-le o simile). Le figure retoriche di significato accre-scono il valore suggestivo ed allusivo della parola. Sono similitudine, metafora, analogia, sinestesia, me-tonimia, sineddoche,ossimoro, iperbole, litote, eufemi-smo, preterizione, ellissi. Le figure retoriche di ordine sono: anastrofe, iperbato, anafora, antitesi, chiasmo, enumerazione, climax. Successivamente si farà riferi-mento ai principali tipi di verso della poesia italiana, ai principali schemi di rima della poesia italiana e alle principali strofe. Si arriverà alla definizione di questi elementi deduttivamente, ossia presentando esempi di versi dove è presente l’elemento di cui si sta parlando. I testi persi in considerazione sono: ‘Tanto gentile e tanto onesta pare’ di Dante, un classico esempio di sonetto con un ritmo lento e solenne ottenuto mediante il ricorso ad un lesico dolce e musicale, fatto di parole bisillabiche e trisillabiche. La musicalità del testo è rafforzata anche dal ricorso all’allitterazione e alla ripetizione. ‘L’Infinito’ di Leopardi, nel quale è pre-sente l’endecasillabo sciolto. La canzone presenta en-jembement, assonanze, l’alterazione delle strutture ordinarie del periodo, la metafora, l’ossimoro (Il nau-fragar m’è dolce). ‘Spesso il male di vivere’ di Monta-le: formta da quartine di endecasillabi, presenta anche una triplice anafora, l’anastrofe, l’inversione dell’ordine sintattico delle parole. Importante è anche l’elemento del linguaggio simbolico usato dal poeta per tradurre la negatività dell’esistere.
Attività : -lettura di vari versi di testi poetici che pre-sentano gli elementi oggetto di spiegazione; -Costruzione di mappe concettuali: per visualizzare i contenuti appresi: -Attività di analisi e comprensione dei testi poetici; -Esercizi di arricchimento lessicale; -Parafrasi e commento dei testi analizzati; -Discussioni sulle diverse interpretazioni di uno stesso testo
Strumenti: libro di testo, dizionario, fotocopie, lava-gna luminosa.
Strategie didattiche: brainstorming, lezioni frontali, discussioni guidate Spazi: aula Tempi: 10 ore Prove di verifica: sono previste prove di verifica iniziali, in itinere ed una finale sommativa. Per le prove di verifica ci saranno quiz a risposta multipla e prove libere per verificare la capacità di parafrasare e commentare un testo poetico. Come prova finale i ragazzi dovranno analizzare A Silvia di Leopardi individuando tutti gli elementi che caratterizzano un testo poetico. Le prove di verifica saranno valutate con criteri oggettivi basati sull’uso di griglie di valutazione delle abilità degli alunni. Saranno utilizzati protocolli di osservazione per valutare il rapporto tra alunni e alunni/docente, per constatare il loro grado di intervento e la loro capacità di esprimere opinioni, per valutare l’impegno mostrato durante l’attività in classe, per verificare se il ragazzo è in grado di valutare le proprie competenze.
Criteri di valutazione: Dai risultati dei compiti finali saranno operati confronti con i livelli di partenza; ver-ranno considerati e valutati l’impegno, la partecipa-zione, la volontà di recupero.